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28 dic 2016

Prato e Pistoia insieme per trasporti, cultura, ambiente e sviluppo

di Cristina Betti

Il 21 dicembre le giunte di Prato e Pistoia si sono riunite per un confronto sulla possibilità di unire le forze su fronti comuni. Ecco di cosa hanno parlato.   Mercoledì 21 dicembre il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, insieme ai loro assessori, si sono riuniti presso il Palazzo Comunale di Prato per cominciare un dialogo sulla possibilità di unire le forze per questioni comuni: ambiente, trasporto, cultura e sviluppo economico. La rivalità campanilistica fra le due città è nota ma ad oggi, entrambe facenti parti dell'area metropolitana fiorentina, con Pistoia Capitale della Cultura 2017 e Prato città dell'arte contemporanea grazie al nuovo Centro Pecci, è necessario confrontarsi per fare fronte comune e permettere finalmente una crescita comune. "Le politiche di area vasta sono fondamentali per mettere in connessione i territori e offrire ai cittadini servizi adeguati, oltre che per rafforzare le potenzialità di Comuni che ogni giorno condividono le stesse problematiche, ma che spesso in passato non hanno incrociato sufficienti sinergie utili alla valorizzazione delle potenzialità di un territorio che di fatto è univoco – sottolinea Matteo Biffoni - Un percorso che Prato ha già avviato con Firenze e che continua con Pistoia, una città alla quale già hanno guardato Unione Industriali, Confcommercio, Cna e Camera di Commercio”* I due comuni hanno capito che insieme possono rappresentare una nuova forza e soprattutto permettere una svolta di ampio respiro, non più rinchiusi nella singola mentalità del proprio centro cittadino. Si vorrebbe arrivare a politiche di programmazione su dimensione interprovinciale, valorizzando anche collaborazioni nei rispettivi punti di forza, il settore vivaistico per Pistoia e il tessile per Prato. “La crisi economica e la conseguente crisi delle finanze pubbliche ci pongono di fronte sfide nuove – afferma il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli - Possiamo ignorarle,  proseguendo con le medesime politiche pubbliche del passato, molte delle quali responsabili della crisi stessa, oppure cambiare strategia. Pistoia e Prato hanno deciso di scegliere la strada della collaborazione e della condivisione di strategie comuni, superando vecchi municipalismi.  Questa è certamente la via più complessa, ma anche, dal nostro punto di vista, la più efficace per rispondere davvero all’esigenza di futuro delle nostre comunità”* Stabiliti questi punti iniziali, le due giunte si riuniranno nuovamente entro gennaio per mettere su carta il progetto. Grande importanza è data alla questione ambientale, dato i problemi che entrambe le città hanno avuto quest'anno con i livelli di pm10 (Pistoia ha dovuto vietare l'utilizzo di stufe e caminetti, mentre Prato - che ha un valore medio di 20 µg/m3 di PM2.5, valori di cui abbiamo parlato in un nostro precedente articolo - ha limitato la viabilità assieme ad altri limitati interventi); legato a questo tema, avverrà una riflessione sull'utilizzo condiviso dei mezzi pubblici al fine anche di migliorare la viabilità fra le due città e anche della fusione delle aziende dei servizi di rifiuti; ovviamente, con Prato città d'arte e Pistoia Capitale della Cultura 2017, si parlerà anche di cultura, sarà necessario infatti proporre buone iniziative di marketing che siano positive per entrambi i comuni. Ci sembra questa una buona occasione per poter finalmente vedere una riflessione di più ampia veduta su tematiche che non possono e non devono rimanere rinchiuse nei piccoli centri cittadini. *fonti: Il Tirreno - Prato

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12 dic 2016

Inquinamento oltre i limiti di sicurezza: scattano i blocchi al traffico

di Alessandro Gori

Superati per 15 giorni consecutivi i limiti di inquinamento atmosferico. Da domani saranno in vigore (limitati) vincoli al traffico e agli impianti di riscaldamento. Da martedì 13 dicembre entra in vigore l'ordinanza del Comune di Prato per cercare di ridurre l'ammontare di polveri sottili presenti nell'aria con le seguenti direttive: Riduzione da 12 a 10 ore dell'accensione degli impianti di riscaldamento. Consiglio di ridurre le temperature a 19 gradi per le abitazioni e a 18 per le attività produttive. Obbligo di spegnimento dei motori in caso di soste prolungate. La combustione di biomassa (leggi camini e stufe a legna) è consentita soltanto con impianti ad alta efficienza energetica. Vietata la circolazione ai veicoli diesel euro 2 e 3 nella ZTC . La notizia non arriva a sorpresa visto che Prato è risultata essere una delle aree più inquinate d'Italia e d'Europa (vedi qua), e tutti quanti noi ci siamo accorti che recentemente la qualità dell'aria ha subito un drastico peggioramento. Per tanto non possiamo fare a meno di sottolineare che le misure messe in atto dal Comune sono largamente insufficienti a una drastica riduzione delle polvere sottili o, come si dice popolarmente, dello smog. Questo sarebbe possibile nel breve periodo solo attraverso un blocco praticamente totale del traffico automobilistico (non solo diesel 2 e 3), ma ovviamente si tratta di una scelta politica estremamente impopolare. A questo punto non possiamo fare altro che continuare a respirarci l'aria che noi stessi produciamo, nella speranza che arrivino presto un po' di vento (a portare l'inquinamento a qualcun altro) e di pioggia (a far sciogliere le polveri sottili nel terreno e nelle falde).    

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02 dic 2016

Progetti “pop” contro il degrato a Prato: laboratori ed arte

di Cristina Betti

La Regione Toscana e il Consiglio regionale hanno messo a disposizione circa 600mila euro per per contrastare il degrado e per una maggiore sicurezza urbana: Prato è fra i 5 capoluoghi coinvolti nel progetto. Creatività ed innovazione partiranno dalle zone "difficili" di Prato: via del Serraglio e Macrolotto Firenze, Prato, Pisa, Lucca e Livorno: sono queste le 5 città coinvolte nel progetto toscano proprio a causa dell'alto tasso di delittuosità, superiore alla medie regionale. “Si tratta di cinque progetti pilota dove la sicurezza si salda al recupero di ambienti e parti di città degradate – spiega l’assessore alla presidenza e alla sicurezza della Regione Toscana Vittorio Bugli - cinque progetti presentati dalle amministrazioni comunali ma anche, come nel caso di Livorno, da associazioni di categoria come la Confesercenti, sui quali stiamo lavorando da tempo per condividerne i contenuti”.* Dei soldi messi a disposizione, 143.570 euro (di 179.462 previsti; il Comune di Prato da parte sua metterà 36.000 euro) sono stati accordati a Prato per il progetto di sicurezza urbana integrata, che punta sull'animazione e sull'arte, e coinvolgono la zona del MacrolottoZero e il centro, tra Via del Serraglio e Via Magnolfi. I due progetti di cui stiamo parlando sono "Pop-up Lab Riapri la città" e "POPART Macrolotto Zero". Il primo riguarderà la zona del centro città compresa tra via del Serraglio e via Magnolfi, ormai diventata una rinomata piazza di spaccio ma che presenta un notevole numero di fondi sfitti: il Comune dovrà mappare e segnalare questi fondi al Polo universitario di Prato, partner del progetto, che poi provvederà a mettere in contatto i proprietari dei fondi con i giovani (selezionati da un apposito bando) interessati ad avviare  qui attività creative ed innovative, anche solo di durata temporanea. Anche il secondo ha come obiettivo quello di riutilizzare i vecchi spazi industriali del Macrolotto Zero per ospitare laboratori e residenze artistiche, così da trasformare una zona della città dequalificata da anni in un nuovo centro culturale ed artistico. Il Macrolotto Zero, quartiere tra l'altro caratterizzato da una massiccia presenza della comunità cinese, sarà anche oggetto di un ulteriore progetto, ovvero "BRIC la casina rossa del Macrolotto Zero" (per saperne di più vedi qui), che ruota intorno alla rigenerazione materiale e funzionale di un edificio dismesso nel cuore di questa zona per creare un centro di crescita collaborativa attraverso servizi di informazione e orientamento alla cultura: ad esempio, con la collaborazione della Biblioteca Lazzerini, sarà possibile accedere al prestito di volumi per ragazzi in italiano e cinese e consultare riviste e quotidiani provenienti da tutto il mondo. Al suo interno sarà presente anche un vero e proprio servizio di "portierato di quartiere", che permetterà lo scambio di piccoli servizi a pagamento (come baby sitter, piccola sartoria, aiuti casalinghi) fra gli abitanti ma fornirà anche informazioni su ciò che accade nel quartiere e sulle sue future trasformazioni. Queste iniziative hanno trovato riscontri più che entusiastici da parte dei due consiglieri regionali del Pd, Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti, della quale riportiamo un breve commento: E' proprio l'approccio culturale la chiave di lettura che dobbiamo cogliere, perché per la prima volta a Prato di affronta il problema della sicurezza, non solo pensando alle forze dell'ordine, ma provando a ridisegnare il volto sociale e aggregativo di quelle parti della città che fanno i conti con il degrado e l'emarginazione. Del resto, credo che laddove si accenda un lampione e il luogo diventi più bello e vivibile, si combatta anche il degrado.   * Citazione da toscana-notizie.it

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16 nov 2016

PUMS: proposta di piano (ottobre 2016)

di Alessandra Santoni

Dopo un anno la proposta del PUMS approda a Moby Dixit, la conferenza che si è tenuta alla Camera di Commercio di Prato nei giorni 27 e 28 ottobre 2016 alla presenza dell'assessore alla mobilità Filippo Alessi e del sindaco di Prato Matteo Biffoni. L'insieme di interventi previsti dal PUMS portano ad un impegno finanziario stimato nell'ordine di 50-60 milioni di euro  all'orizzonte temporale del piano (2025). Un impegno significativo, che in parte ricade sulle finanze locali, ma che risulta allineato all'attuale spesa in conto capitale destinata al settore trasporti e mobilità sostenuta dal Comune nel proprio programma triennale. In questa occasione sono stati spiegati più nel dettaglio da Rossano Rocchi, dirigente Mobilità e Infrastrutture, e Patrizia Malgieri, della società di consulenza TRT, Trasporto e Territorio, quali sono gli obiettivi che il PUMS vuole raggiungere, ma anche quale sia la situazione di  base dalla quale il Comune di Prato è partito. Si è infatti parlato di Scenario di Riferimento (SR), che considera gli interventi (infrastrutturali e non) che soddisfano le condizioni di base del PUMS, ovvero interventi già decisi o programmati dal Comune e per i quali esiste già una copertura finanziaria, e di Scenario di Piano (SP), che comprende invece gli interventi che, sulla base degli obiettivi, delle linee di indirizzo e delle indicazioni formulate nell'ambito del percorso partecipativo del PUMS, sono stati selezionati per essere realizzati. Ma procediamo con ordine: questo è quanto previsto dallo scenario di riferimento: Alcuni degli interventi hanno trovato e stanno trovando tutt'ora una discreta opposizione, come ad esempio l'ampliamento dell'autostrada A11 e la realizzazione del sottopasso al Soccorso, opere che porterebbero a ulteriori carichi di traffico e di emissioni inquinanti per i cittadini e alle quali sarebbe forse preferibile un miglioramento del servizio ferroviario generale che, possiamo dirlo,  è piuttosto da incubo, ma sul quale il PUMS intende tuttavia lavorare. Ottima l'introduzione di nuove passerelle ciclo-pedonali, ma riguardo alla espansione della rete ciclabile ci sarebbe da fare qualche appunto: ben vengano nuove piste ciclabili, ma che siano realizzate seguendo la logica e l'utilità, qualità che non appartengono alla maggior parte di quelle già esistenti, che sono per lo più marciapiedi dipinti di rosso con percorsi a zig-zag o adatti alla "scampagnata" domenicale, ma che non collegano realmente le diverse zone della città. Anche dalla pedonalizzazione di ulteriori aree del centro storico c'è solo da guadagnarci: un esempio esplicativo dei risultati che possono essere raggiunti è infatti Piazza delle Carceri, che dopo la pedonalizzazione ha smesso di essere semplicemente un parcheggio ed è diventata uno spazio ampio e vivibile dai cittadini. Ma passiamo a quello che il PUMS chiama Scenario di Piano e ai suoi obiettivi. Primo fra tutti una nuova viabilità, fatta di nuove connessioni viarie, di messa in sicurezza di assi viari e nodi, di zone a traffico limitato e le già citate aree pedonali, ma soprattutto di zone e strade con velocità massima di 30 km/h, forse una delle proposte più interessanti e più utili per elevarsi a standard che in molte altre città del nord Italia, per non parlare dell'Europa, sono già stati raggiunti da tempo. La prima zona 30 è stata realizzata a Cafaggio proprio dopo un percorso partecipativo fatto con i residenti di questa zona, i quali hanno fatto emergere con l'amministrazione il problema della pericolosità del tratto di strada che collega il nucleo urbano alla chiesa e al cimitero. Adesso questo tratto di strada ha posto il limite di velocità a 30 km/h, e questo è identificabile da segnaletica verticale, cambio di pavimentazione (selciati e arredi urbani concepiti per far rallentare le auto) e presenza di percorso ciclo-pedonale (che è nuovamente un marciapiede dipinto di rosso: viene da domandarsi come mai, vista la facilità con cui si mette mano ai pennelli non si sia pensato di segnalare la zona 30 anche con segnaletica orizzontale, ma non si può avere sempre tutto e subito). Nell'immagine a seguire le ampie aree viola e le strade "grassettate" sempre in viola indicano le future realizzazioni delle zone 30: Ovviamente un piano per la mobilità sostenibile non può dirsi tale senza un forte investimento sulla creazione di nuove piste ciclabili; in questa immagine vediamo qual è la situazione attuale, quella dello Scenario di Riferimento e quella dello Scenario di Piano, con in verde i percorsi già presenti, in rosso i percorsi previsti in SR, e indicati con la linea tratteggiata quelli previsti in SP: Questa, se realizzata nella sua totalità e con criterio, sarebbe una rete ciclabile degna di una città che vuole davvero rivendicare il suo impegno nell'ambito della mobilità sostenibile. Oltre a questi nuovi itinerari il PUMS prevede anche un nuovo sistema di bike-sharing (ci auguriamo migliore e più duraturo del primo), una nuova velostazione presso la stazione Centrale (auspicabile anche a quelle di Prato Porta al Serraglio e Borgonuovo) con sosta attrezzata non solo per bici ma anche per cargo-bike. Per quanto riguarda invece i mezzi di trasporto pubblici questi sono i punti principali: Insomma, sembra proprio che il PUMS ci stia traghettando nel futuro. Tutto starà nel vedere se ciò che viene promesso ora, sarà mantenuto in seguito: e gli occhi di Mobilita Prato sono intenzionati a farlo. Le presentazioni da cui sono state tratte le immagini sono scaricabili sul sito di Moby Dixit al link www.mobydixit.it/presentazioni2016/

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15 nov 2016

Il TAR blocca la gara del trasporto pubblico toscano

di Alessandro Gori

Il TAR ha annullato il bando regionale per l'assegnazione del trasporto pubblico su gomma in tutta la Toscana.  Non valide le offerte di Ratp e Mobit. il 28 ottobre è stata pubblicata la sentenza che dichiara illegittima l'aggiudicazione della maxi gara da 4 miliardi di euro in 11 anni  indetta dalla Regione Toscana per affidare il trasporto pubblico su autobus a un solo soggetto. Il contenzioso era nato con il ricorso della perdente Mobit, il consorzio che raggruppa le varie aziende di trasporto locale (inclusa la CAP), contro la vincitrice Autolinee Toscane, facente parte della francese Ratp, colosso mondiale del settore che gestisce fra le altre cose la metropolitana di Parigi. Secondo i giudici l'assegnazione non spettava a nessuno dei due contendenti, dato che entrambe le offerte non rispettano i requisti del bando, soprattutto sul fronte economico. Il bando però rimane aperto, evitando di dover ricominciare una nuova lunga e costosa procedura di gara, ma le partecipanti dovranno riformulare l'offerta. Il governatore della Toscana Enrico Rossi su Repubblica.it Firenze è intervenuto duramente sulla questione: "La nostra lettura è che la gara per il Tpl toscano non è annullata, e questo è positivo. Anche il Tar dice che l'annullamento non si estende alla previsione della gara. E' stato infatti annullato il piano finanziario presentato dai due concorrenti" e noi "daremo esecuzione alla sentenza chiedendo ai due concorrenti di riformulare dei nuovi piani finanziari di sostenibilità".  "Chiederemo di rifare i piani finanziari e poi sarà fatta una valutazione. Vinca il migliore: questa è la linea politica della Toscana". Inoltre auspica che  "i due concorrenti evitino di aggravare con ulteriori ricorsi una procedura già abbondantemente appesantita. Più che pagare gli avvocati paghino qualcuno per rifare i piani finanziari. Mi dicono però che gli avvocati si stiano riunendo, si parte male". Anche visto che "è 5 anni che stiamo dietro a questa gara, ora basta con le carte da bollo". Altrimenti "proverò a mettere all'indice questi due grandi player che impediscono alla gara di andare in porto perché a pagare sono i cittadini. Auspico che entro pochi mesi si firmi un contratto con il migliore" I trasporti locali verranno garantiti da proroghe dei contratti con le aziende locali ancora titolari, ovvero le stesse aziende che formano il consorzio Mobit. C'è da aspettarsi ancora una dura battaglia fra avvocati.

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Opere
09 nov 2016

PUMS: antefatto (ottobre 2015)

di Alessandra Santoni

E' passato un anno ormai da quando abbiamo sentito nominare per la prima volta il PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, ovvero l'ambizioso progetto decennale (2015-2025) con il quale il comune di Prato sta cercando di ripensare e di ripianificare il futuro della mobilità cittadina. Questi infatti gli obiettivi previsti dal PUMS così come riportati sulla pagina dedicatagli sul sito del Comune di Prato: ripensare la mobilità in base alle esigenze dei cittadini garantire migliore accessibilità degli spazi urbani migliorare la sicurezza in città ridurre l'inquinamento aumentare l'efficienza del trasporto pubblico Gli obiettivi del PUMS si riferiscono quindi alle quattro macrocategorie che si richiamano alle quattro dimensioni del concetto di sostenibilità, cioè Mobilità sostenibile, Equità, sicurezza e inclusione sociale, Qualità ambientale e Innovazione ed efficienza economica; e sono obiettivi che, come leggiamo sopra, hanno voluto tenere in forte considerazione le esigenze dei cittadini. Infatti, per garantire il più ampio coinvolgimento possibile della cittadinanza, sono stati avviati due progetti, Muoviamoci Insieme Prato e Yang People Mover, volti a promuovere e valorizzare la partecipazione e la responsabilizzazione  degli abitanti di Prato e provincia nelle scelte strategiche del Comune. Muoviamoci Insieme Prato,  progetto gestito dall'Ufficio Mobilità, ha avuto come obiettivo quello di conoscere i pareri e le esigenze dei pratesi, e questo è stato fatto attraverso una serie di incontri pubblici tra cittadini ed amministrazione e attraverso passeggiate e laboratori partecipativi nei vari quartieri di Prato che si sono tenuti a partire da ottobre dello scorso anno. Inoltre è stato anche promosso un questionario on-line, compilabile sia da PC che da smartphone, per interrogare i cittadini sulle loro abitudini negli spostamenti quotidiani (i mezzi di trasporto utilizzati, i tempi di percorrenza ecc.) e sui principali problemi relativi alla mobilità; il questionario, tradotto anche in cinese e in urdu, è stato compilato da circa 2500 utenti: non molti per una città che conta quasi 200000 abitanti, ma poteva andare peggio. Yang People Mover invece, rivolto ai ragazzi dai 16 ai 35 anni, ha coinvolto giovani, associazioni giovanili, scuole secondarie di secondo grado, università e altre realtà del territorio nelle scelte di pianificazione della mobilità urbana e nel creare nuove imprese che operano nel settore della mobilità sostenibile. Per quanto riguarda il primo obiettivo il progetto ha portato alla costituzione di un gruppo di coprogettazione che, attraverso cinque incontri svoltisi tra gennaio e marzo 2016 e due visite studio a Palermo e a Cosenza presso due associazioni partner del progetto che si occupano di co-working e promozione del territorio, ha elaborato una proposta presentata al Consiglio Comunale ad aprile 2016 per il nuovo PUMS. Riguardo invece al secondo punto, il progetto prevedeva la creazione di start-up giovanili nell'ambito della mobilità sostenibile che, se selezionate dai responsabili del Comune di Prato, avrebbero ricevuto un contributo economico di 5000 euro per l'avvio d'impresa e uno spazio di co-working gratuito per un anno fornito di computer, accesso internet e attrezzature da ufficio presso gli uffici di Officina Giovani. Tuttavia, nonostante siano venute alla luce diverse idee, come ad esempio la consegna a domicilio di farmaci, un servizio di corrieraggio in bici per la consegna di libri del circuito bibliotecario pratese, bike-sharing e app per il turismo sostenibile a Prato, nessuno dei progetti è riuscito a vincere il bando. Insomma, per farla breve, il nobile obiettivo del PUMS è trasformare il volto di Prato e renderlo "sostenibile", promuovendo la riduzione degli spostamenti quotidiani in auto e moto e favorendo modi di trasposto a minore impatto (piedi, bici, mezzi di trasporto pubblici, riducendo l'incidentalità stradale e le emissioni atmosferiche inquinanti, e rendendo efficace ed efficiente la spesa pubblica destinata alle infrastrutture e ai servizi alla mobilità. Foto: sito del Comune di Prato

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03 nov 2016

A Montermurlo dipendenti comunali dotati di bici elettriche

di Cristina Betti

Elettriche, a pedalata assistita, pieghevoli, con una batteria al litio di autonomia 25 km e ricaricabile in appena 3 ore: ecco come sono le 2 biciclette donate dall'azienda Beyfin Spa al Comune di Montermurlo. I mezzi saranno a disposizione dei dipendenti e degli assessori, che potranno utilizzarle anche per spostarsi fuori città. "L'azienda - spiega Ezio Melani,  responsabile nazionale del settore Gpl di Beyfin - si è sentita in dovere di fare questa donazione al Comune di Montemurlo per premiare gli sforzi e l'impegno profuso nella promozione di un una mobilità sostenibile: dalla creazione di nuove piste ciclabili, al bando sulle bici elettriche, all'incentivazione del fotovoltaico" L'amministrazione prevede di realizzare a breve sul territorio montemurlese delle colonnine per ricaricare i veicoli elettrici, e questa è solamente una delle misure previste dal Pac (Piano di Azione Comunale) strumento previsto dalla normativa regionale per contribuire al miglioramento della qualità dell'aria.

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