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13 giu 2018

A piedi da Prato a Bologna passando per la “Via della Lana e della Seta”

di Mobilita Prato

Prenderà il via ufficialmente giovedì 21 giugno a partire della 8.30 la Via della Lana e della Seta, il percorso escursionistico che collega Prato con Bologna e che ha visto Comune di Prato, Comune di Bologna e Club Alpino Italiano (CAI) impegnati a promuovere e valorizzare il patrimonio storico, ambientale e paesaggistico dell'Appennino. Il sentiero, già battuto durante l'Età del Bronzo, collega infatti i due versanti dell'Appennino e ad oggi rappresenta un occasione per riscoprire e valorizzare territori ricchi di storie e suggestioni. Ideatore e promotore del percorso, 136 km in 6 tappe, è Vito Paticchia del Club Alpino Italiano (CAI) di Bologna, che per l'occasione ha scritto anche il libro Via della Lana e della Seta, che sarà presentato nel pomeriggio presso il palazzo della Provincia in via Ricasoli alla presenza dell'assessore allo Sviluppo e Politiche economiche del Comune di Prato Daniela Toccafondi. Giovedì 21 giugno dalle ore 8.30, dopo i saluti Istituzionali dei rappresentati delle Istituzioni locali partiranno in contemporanea da Piazza Duomo a Prato e da Piazza Maggiore a Bologna e i gruppi di escursionisti che sabato 23 giugno alle 17.30 si incontreranno a Castiglione dei Pepoli per la festa del nuovo Cammino che unirà le due città e i due versanti dell'Appennino, attraversando parchi e aree protette lungo crinali e antiche mulattiere. Il programma Partenza da Prato - Giovedì 22 giugno: Prato-Cavalciotto-Valibona-Le Fornaci (Vaiano) 22 chilometri; +1200 metri -1000 metri; durata 8 ore Partenza Piazza Duomo alle 8.30 e arrivo a Le Fornaci (Vaiano) alle 17.30 - Venerdì 22 giugno: Le Fornaci (Vaiano)-Montecuccoli-Vernio. 21 chilometri; +1100 metri -1000 metri; durata 8 ore. Partenza dal Municipio di Vaiano alle 8.30 e arrivo a San Quirico di Vernio alle 17.30 - Sabato 23 giugno: Vernio-Montepiano-Castiglione dei Pepoli. 20 chilometri; +1250 metri -800 metri; durata 7 ore. Partenza dal Municipio di San Quirico di Vernio alle 8.30 e arrivo a Castiglione dei Pepoli alle 17 Partenza da Bologna - Giovedì 21 giugno: Bologna-Chiusa di Casalecchio-Sasso Marconi. 20 chilometri; +230 metri, -200 metri; durata 6 ore. Partenza Bologna (Piazza Maggiore) alle 8.30 e arrivo a Sasso Marconi alle 17 - Venerdì 22 giugno: Sasso Marconi-Monte Sole-Grizzana Morandi. 25 chilometri; +1400 metri; -950 metri; durata 9 ore Partenza Sasso Marconi (Municipio) h. 8,30-Monte Sole-Arrivo a Grizzana M. h. 18,00 - Sabato 23 giugno: Grizzana Morandi-Burzanella-Castiglione dei Pepoli 22 chilometri; +1100 metri; -1050 metri; durata 7 ore Partenza dal Municipio di Grizzana Morandialle 8.30 e arrivo a Castiglione dei Pepoli alle 17 Organizzazione È possibile partecipare con una escursione giornaliera utilizzando i mezzi pubblici e munendosi in autonomia dei titoli di viaggio, oppure utilizzando i servizi e il pacchetto per una delle due frazioni del cammino messi a disposizione da Appennino Slow. È possibile partecipare anche solo alla festa finale di sabato 23 giugno con pernottamento a Castiglione dei Pepoli. Il costo giornaliero del Trek è di 2 euro per i soci e 5 euro per i non soci. Biglietti di treno, bus e navette, e pranzo al sacco e bevande sono a carico di ciascun partecipante. Per Informazioni sul trek giornaliero: da Prato: Enrico Lorenzoni, 340 3728276 da Bologna: Vito Paticchia, 349 4762067 Per uno o più pernottamenti e servizi di navetta telefonare ad Appennino slow: 339 8283383/334 8334945 Accompagnatori CAI: da Prato si alterneranno diversi accompagnatori; da Bologna, Vito Paticchia. Info treni e bus per i giornalieri per le tratte Bologna-Castiglione dei Pepoli: il 21 giugno treno da Sasso Marconi a Bologna (dalle 18.05 alle 21.05, ogni ora); CAI sta predisponendo un servizio di navetta per la stazione di Grizzana il 22 giugno (ritorno a Bologna) e per la stazione di Castiglione il 23 giugno (e ritorno a Bologna o Prato). Info treni e bus per i giornalieri per le tratte Prato-Castiglione dei Pepoli: Il 21 giugno treno da Vaiano a Prato (ultimo treno alle 23.11); il 22 giugno treno da Vernio a Prato (ultimo treno alle 23.02); il 23 giugno navetta per la stazione di Castiglione e treni per Prato e Bologna. Costo 10 euro. In collaborazione con il Circolo Arci "I Risorti" La Querce (Prato).

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22 mag 2018

15 milioni di euro in 4 anni per migliorare ulteriormente l’acquedotto pratese

di Mobilita Prato

Comune di Prato e Publiacqua hanno fatto il punto sul sistema acquedottistico cittadino. Un reticolo di infrastrutture e condotte complesso e articolato e la cui gestione è stata rivoluzionata negli ultimi anni con risultati importanti sul fronte della disponibilità della risorsa a disposizione dei cittadini, sul risparmio energetico e, ovviamente, anche sulla dispersione di acqua. I risultati di questo impegno sono evidenti già da alcuni macro numeri. Se per servire la città di Prato nel 2015 era necessaria una portata giornaliera di oltre 1050 l/s, infatti, a maggio 2018 la portata settimanale media necessaria è calata a circa 770 l/s. Insomma, tradotto, più efficienza, meno perdite e pressioni adeguate garantiscono un servizio continuo a tutta la città a fronte di un minor impiego di risorsa. Risultati apprezzati ed evidenti nella crisi idrica del 2017 quando, a fronte dell’anno più secco dal 1800 ad oggi, il servizio alla città non ha fatto registrare interruzioni e disagi di rilievo. Per i prossimi quattro anni previsti altri 15 milioni di euro per migliorare e rinnovare ulteriormente il sistema idrico cittadino. Presenti all’incontro con la stampa Filippo Alessi, Assessore all’Ambiente del Comune di Prato,  Simone Barni Vice Presidente di Publiacqua, Giovanni Marati, Amministratore Delegato di Publiacqua, Cristiano agostini, Responsabile della Gestione Operativa di Publiacqua, e Matteo Colombi, Responsabile della Comunicazione di Publiacqua, ed i tecnici dell’azienda che stanno lavorando sul territorio. LA RISORSA SI RISPARMIA DALL’INIZIO Le strategie d’intervento sul territorio messe in atto in questi anni hanno garantito un primo risultato di valore assoluto e cioè quello di ridurre la quantità di acqua prelevata dall’ambiente ed immessa in rete necessaria a garantire ai cittadini di Prato un servizio continuativo e di qualità. Dal 2015 in poi si è ridotta costantemente la portata media settimanale dell’acqua immessa nella rete acquedottistica di Prato. Se infatti per servire la città negli ultimi mesi del 2015 servivano ancora oltre 1050 l/s (litri al secondo) di acqua questa cifra è andata progressivamente riducendosi nei mesi e negli anni successivi fino ad arrivare a questo primo scorcio di 2018 con la città che viene servita con una quantità d’acqua che oscilla tra un minimo di 750 ed un massimo, peraltro toccato per adesso solo a gennaio, di 800 l/s. Questo significa un risparmio di acqua prelevata dall’ambiente vicino ai 300 l/s. Un risparmio evidente anche dalle portate medie annue con un recupero idrico di oltre il 21%.   PERDITE RIDOTTE DEL 5% IN DUE ANNI Dal 2015 si è intensificata ed è proseguita anche la ricerca delle perdite occulte. Un lavoro poco visibile per i cittadini ma che, grazie ai vari strumenti messi in campo, ha visto il personale Publiacqua individuare (da settembre 2015 ad oggi) più di mille perdite nascoste e sotterranee che vanno a sommersi a quelle visibili (ridotte del 67% dal 2012 ad oggi). In due anni grazie all’effetto combinato di individuazione e riparazione perdite occulte ed alla gestione dei diversi distretti secondo pressioni ottimali, le dispersioni sulla rete acquedottistica pratese si è ridotta complessivamente del 5%. Risultati che, è bene ricordarlo, sono stati raggiunti anche attraverso l’aumento del numero di rifacimento completo degli allacciamenti (il tratto di tubazione solitamente di piccolo diametro che dalla tubazione principale dell’acquedotto convoglia l’acqua verso il contatore dell’utenza) e che, a fronte di un ovvio allungamento dei tempi del singolo intervento, ha evitato nuove rotture sulla stessa conduttura. La gran parte delle perdite in città si registra proprio sugli allacciamenti ed infatti al crescere di questo tipo di interventi corrisponde una riduzione delle perdite. AL LAVORO PER SOSTITUIRE LE TUBAZIONI PIU’ VECCHIE Grazie al lavoro di questi anni è inoltre oggi possibile un’analisi puntuale dell’efficienza di ogni condotta e quindi la programmazione della sostituzione delle più vetuste. Sulla città di Prato sono previsti interventi per 15 milioni di euro nei prossimi quattro anni. Lavori che riguardano anche la sostituzione della rete idrica di importanti assi viari cittadini. Se, ad esempio, si cono conclusi da qualche mese i lavori di sostituzione di circa 900 metri di condotta (oltre a 125 allacciamenti) su via di Cantagallo e sono in corso i lavori per il rinnovo dell’acquedotto di via Ciliani (circa 2 chilometri di tubazione e 356 allacci), sono già previsti interventi della stessa natura su via Pistoiese, via Montalese, via Cilianuzzo e via Liliana Rossi. Non è ovviamente esente da interventi di manutenzione anche il grande anello idrico che circonda la città. Una infrastruttura strategica per tutto il sistema metropolitano e lungo circa 18 chilometri per la sostituzione del quale Publiacqua ha in corso il Master Plan il cui studio di concluderà nel 2018 e finalizzato ad individuare i tratti più critici da rinnovare. La previsione di spesa si aggira intorno ai 20 milioni di euro. LA RIVOLUZIONE NELLA GESTIONE I risultati descritti sopra non sono frutto del caso ma di anni di studio e di lavoro sul campo. Un campo complesso, come detto, come quello del sistema acquedottistico pratese che è strutturato con una fitta ragnatela di tubazioni che ricevono acqua da un anello idrico di circa 18 chilometri che corona la città. Un sistema che riceve a sua volta acqua da fonti di approvvigionamento locali (come ad esempio la falda) ma anche da fonti esterne (l’acquedotto di Firenze) e che svolge un ruolo strategico in quanto snodo centrale di un sistema metropolitano che ha il suo asse principale nella cosiddetta autostrada dell’acqua. Fondamentale nella rivoluzione della gestione di questo sistema complesso è la distrettualizzazione . Un lavoro difficile e certosino che ha richiesto oltre tre anni di studio e lavoro sul campo, ed un impegno economico di circa 1,3 milioni di euro, per dividere l’acquedotto pratese in singoli distretti. Con questo intervento è oggi possibile servire ogni singolo distretto con una pressione ed una quantità adeguate di acqua, equilibrando quindi anche le pressioni su tutto il sistema cittadino e riducendo notevolmente lo stress delle tubazioni. Effetto della distrettualizzazione, quindi,  una riduzione sensibile delle perdite ed una ricerca e riparazione più rapida di quelle occulte. Effetto della distrettualizzazione, però, anche la normalizzazione delle pressioni e quindi la riduzione drastica dei fenomeni di bassa pressione in rete lamentate negli anni scorsi dai cittadini delle zone nord-ovest della città. UN ACQUEDOTTO CONTROLLATO IN REMOTO Reti ed impianti monitorati H24. Publiacqua negli anni ha reso sempre più capillare la sua rete di telecontrollo. Una rete che consente ai tecnici dell’azienda di monitorare in tempo reale tutte le infrastrutture e gli strumenti in campo e quindi di avere immediatamente coscienza di problemi pressori o di alimentazione dell’acqua sul sistema acquedottistico pratese. Vengono monitorati H24 gli impianti principali che servono la città direttamente (Falda 1 e Falda 2, booster di Fibbiana) ed indirettamente (Anconella e Mantignano) ed anche i principali snodi pressori che possono fungere da alert come ad esempio l’attraversamento sul Fiume Bisenzio a Ponte Datini e sul nodo valvole San Martino. Come  detto, però, la rete di telecontrollo e monitoraggio negli anni è divenuta sempre più capillare ed oggi anche i Fontanelli ad Alta Qualità disseminati sul territorio, anch’essi completamente automatizzati e controllati in remoto, sono preziosi punti di controllo della pressione in rete.   CACCIA ALLE PERDITE CON IL SATELLITE Ricordiamo che Prato è il sistema acquedottistico centrale e principale su cui Publiacqua sta proseguendo l’uso del satellite per la ricerca delle perdite. Una sperimentazione “operativa” che ha visto il sistema acquedottistico cittadino oggetto di una scansione satellitare che lavora su tutte le frequenze, da ultravioletto a infrarosso, e che, in funzione dell’assorbimento che viene rilevato da ogni singolo oggetto osservato consente di  identificare i componenti dello stesso. Questa scansione può arrivare ad una profondità massima di 6 metri su terreno vegetale e di 3 metri su terreno urbano e, per la ricerca delle perdite, ha concentrato la ricerca sulle molecole d’acqua con presenza di cloro, distinguendo così l’acqua dell’acquedotto dalla risorsa grezza. Dopo una prima scansione, attraverso un algoritmo matematico adeguato alle esigenze di ricerca, vengono individuate e corrette le informazioni ricavate che poi vengono utilizzate per affinare ulteriormente la ricerca con una seconda scansione satellitare. La precisione di tale strumento consente di individuare la perdita occulta restringendo il campo di ricerca a 50 metri e consentendo quindi all’operatore in campo di intervenire con un’accuratezza ed una precisione ancora superiore a quella già importante consentita dalla distrettualizzazione.

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18 dic 2017

Ponte Manetti e il passaggio ciclopedonale sull’Ombrone

di Cristina Betti

Entro il 31 gennaio saranno presentate le offerte per la realizzazione dell’opera. L'intervento permetterà di valorizzare nuovi percorsi turistici a cavallo tra i comuni di Prato e Poggio a Caiano. E’ stata attivata l’ultima fase della procedura per la realizzazione del Ponte Manetti, costruito nel 1833 da Alessandro Manetti su incarico del Granduca di Toscana Leopoldo II e distrutto nel 1944 dai tedeschi durante seconda Guerra Mondiale. Sono stati infatti trasmessi, alle 15 aziende selezionate fra quelle che avevano partecipato alla manifestazione di interesse, le lettere di invito a presentare le offerte tecnico - economiche entro il 31 gennaio 2018, per poi procedere, già dal giorno successivo, alla prima seduta pubblica per l’apertura dei plichi e quindi per l’assegnazione dell’appalto dei lavori. Il progetto di realizzazione del ponte ciclopedonale sui resti del ponte Leopoldo II, che collega le Cascine di Tavola alla Villa Medicea di Poggio a Caiano, è un intervento di estrema importanza per la valorizzazione dei territori dei due Comuni di Prato e di Poggio a Caiano ed è stato fortemente voluto dalle due Amministrazioni.   "Il lavoro di squadra tra tutti gli eEnti ha portato a risultati importanti – sottolinea Filippo Alessi, assessore all'Ambiente del Comune di Prato – e permetterà di dare ai cittadini la disponibilità di un collegamento carico di significati: storico-culturali, perché si recupera un ponte ottocentesco, ambientali, con il forte incentivo alla mobilità dolce, di sviluppo economico, perché quest'opera è un tassello di percorsi turistici che devono essere sostenuti e promossi".* *Fonte: Notizie di Prato

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14 dic 2017

Per l’emergenza freddo apre il dormitorio realizzato nell’ex palazzina Anci

di Cristina Betti

Dal 7 dicembre fino al 31 marzo la palazzina di Via Roma resterà aperta per dare un aiuto a chi dorme in strada. Sarà gestita dai volontari della mensa La Pira.   La struttura sarà apertacon 20 posti letto e vi si potrà accedere liberamente per la notte. A gestirla sarà il personale della mensa La Pira che prenderà in uso il locale.   A contattare e informare le persone che necessitano di questo tipo di sostegno sono gli operatori di strada e i volontari della Ronda Caritas. "La notte le temperature sono rigide ed è importante avere un posto dedicato da mettere a disposizione. La palazzina ex Anci sarà disponibile già da giovedì e qui le persone avranno un posto dove dormire e fare una colazione- spiega l'assessore al Sociale Luigi Biancalani -Inoltre nelle prossime settimane interverremo con dei lavori di ristrutturazione per poter migliorare il dormitorio e poter mettere a disposizione anche le docce".* In tutta Prato sono circa 30 le persone che dormono per strada o in zona stazione: in questi giorni gli operatori li stanno contattando per invitarle a rivolgersi ai dormitori. *Fonte= Notizie di Prato  

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04 dic 2017

Prato in corsa per lo European Green Capital Award 2020

di Cristina Betti

European Green Capital Award 2020: Prato in gara. La competizione vuole premiare gli sforzi dei comuni che si sforzano di migliorare la vita dei propri cittadini, diventano modelli di riferimento e impegnandosi nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica.  E proprio Prato, che ha stilato il suo Pums e che dovrà dimostrare di saperlo applicare, si sta giocando questa importante opportunità: infatti, per la prima volta, per festeggiare dieci anni dell’iniziativa dell’European Green Capital Award, la Commissione europea concederà un incentivo finanziario di 350.000 euro alla città vincente. A partecipare sono le città in tutta Europa, con oltre 100.000 abitanti. Ecco chi sta gareggiando per il 2020: Aberdeen (Regno Unito), Budapest (Ungheria), Bursa (Turchia), Ghent (Belgio), Guimarães (Portogallo), Lahti (Finlandia), Lisbona (Portogallo), Ostrava (Repubblica Ceca), Prato (Italia), Reykjavik (Islanda), Siviglia (Spagna), Tallinn (Estonia), Wroclaw (Polonia) I problemi di viabilità a Prato sono ben conosciuti, speriamo pertanto che il "ricco bottino" in palio spinga i lavori nella giusta direzione di logicità, funzionalità e fruibilità per i cittadini. Info: sito ufficiale   

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21 nov 2017

MoBike anche a Prato?

di Cristina Betti

L'assessore alla mobilità Alessi vuole portare il Mobike di Firenze fino a Prato. Mobike, l'azienda fondata nel 2016 da Hu Weiwei e Davis Wang e diventata la prima e più grande impresa di smart-bike sharing a livello mondiale, alza le tariffe a Firenze, dopo il periodo promozionale, è arrivata e Sesto e ora punta su Prato. "E' un progetto assolutamente interessante proprio per i trasferimenti interni alla città, di qualche chilometro - dice l'assessore alla Mobilità Filippo Alessi - Ho in agenda un incontro proprio per portare questa novità anche a Prato, ma prima dobbiamo valutare il problema sicurezza, che è il più delicato". Per sicurezza si intende abbandono delle bici nei fossi, nei fiumi, sulle piste ciclabili, privati che si portano la Mobike in casa (ne abbiamo parlato qui), ecc.., tutti fenomeni che coinvolge Firenze e non solo.  E difatti l'assessore sta cercando trattative con il colosso cinese: il Comune di Prato chiede «stazioni di parcheggio prestabilite» (ma in quel caso non sarebbe più bike sharing a flusso libero, dato che le classiche "stazioni" di sosta sono caratteristiche del vecchio modello di bike sharing) e «dispositivi efficaci di opposizione al vandalismo e al degrado». Attualmente a Firenze si è visto un aumento da 30 a 50 centesimi ogni mezz'ora per l'uso delle biciclette, abbonamenti mensili, trimestrali e annuali al bike sharing e pene severe per i trasgressori che parcheggiano le bici in maniera errata (ad es: in cortili privati o con lucchetti personali). La novità del "Mobike pass", disponibile in via promozionale a Firenze e Milano, consentirà di utilizzare la bici per viaggi di non più di due ore ma illimitati nel periodo scelto. Abbonarsi ad un mese di bike sharing, ad esempio, costa 5 euro. Per 90 giorni di utilizzo illimitato bastano 10 euro, 180 giorni costano 50 euro mentre l'abbonamento annuale costa 199 euro.  

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20 nov 2017

A scuola in bici in modo sicuro? Con il progetto DeMo.S Prato ci prova

di Cristina Betti

Obiettivo di DeMo.S è rendere veramente sicuro il tragitto casa-scuola in bicicletta, in modo da incentivare una mobilità alternativa al traffico esagerato dei genitori in automobile che portano e riprendono i figli a scuola. Ecco di cosa si tratta. DeMo.S è una sigla che indica D(idattica inclusiva) e Mo(bilità) S(ostenibile), progetto che ha già ottenuto il via libera della giunta comunale su proposta dell'assessore alla Mobilità Filippo Alessi, è stato presentato nel Programma-bando sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare che mette in palio 35 milioni di euro di finanziamenti. Presentato dal Comune di Prato in partenariato con Euromobility, Cras srl, Simurg consulenze e servizi snc e Legambiente Prato, in collaborazione con la polizia municipale, con un costo totale è di un milione e 884mila euro di cui circa la metà finanziato dal Ministero e 726.000 euro dal Comune, si interviene sulla mobilità sistematica per motivi di studio promuovendo l'utilizzo di modalità di trasporto a ridotto impatto, in particolare a piedi, in bici o in bus, aumentando la sicurezza stradale grazie a corsie ciclabili e Zone 30. Già da molto si parla a Prato di progetti sulle Zone 30 e sulla progettazione e costruzione di nuove piste ciclabili, quest'ultime in particolare non hanno visto realizzati grandi progetti se non i soliti marciapiedi dipinti di rosso (vedi il tratto di 100 metri di pista ciclabile in Via Cavour, nei pressi dell'ospedale vecchio). In questo bando lle azioni previste riguardano in prima istanza quattro scuole elementari (De Andrè, Santa Gonda, Pizzidimonte e Virginia Frosini), tre medie (Pier Cironi, Zipoli, Bogardo Buricchi) e sei istituti superiori (Buzzi, Datini, Gramsci Keynes, Dagomari, Cicognini-Rodari e Marconi) per un totale di 9.398 studenti, mentre in seconda istanza il progetto prevede azioni che coinvolgono un numero molto più ampio di scuole. In particolare, il numero più consistente di istituti selezionati è concentrato nei poli di via Reggiana e via Galcianese, connessi dalla Declassata e in un'area ad elevato flusso di traffico e con problemi di congestione ed inquinamento anche per l'accesso alle scuole. In base agli studi preliminari effettuati nel progetto, attualmente il 51% degli studenti va a scuola in bus, solo l’1% va a piedi, il 10% in bici e il 23% in auto. Gli spostamenti sistematici per scuola o lavoro che ogni giorno interessano la città in base alle stime Istat sono oltre 125mila, di questi 74mila, il 60%, sono interni alla città, il 20% attratti da Prato e altrettanti generati da Prato con destinazione esterna.    

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