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26 apr 2017

Da Firenze arriva Kimap, la app che mappa le barriere architettoniche

di Alessandra Santoni

Pensate a quanto possa essere difficile per una persona disabile percorrere liberamente tutte quelle strade su cui noi ci spostiamo senza nemmeno accorgercene. Bene, visto che oggi esiste una app per tutto, fortunatamente ne è stata inventata anche una che può mappare in tempo reale le barriere architettoniche presenti per strada. Stiamo parlando di Kimap, un progetto della start up fiorentina Kinoa che tramite una app per smartphone e un kit Internet of things consente agli utenti di realizzare loro stessi la mappatura, mentre la navigazione è resa affidabile grazie a un’app per smartphone che guida gli utenti attraverso i percorsi mappati. La prima prova di mappatura ha riguardato alcuni dei luoghi strategici della città, quelli più frequentati da pendolari, cittadini e turisti, quindi la stazione di Campo di Marte, Piazza Beccaria, il mercato di Sant’Ambrogio, Ponte Vecchio, Piazza Pitti, Santo Spirito e Piazza del Carmine; ma anche, spostandosi dal centro storico, via Maragliano, piazza San Jacopino e Viale Redi. Armando Dei – membro di Kimap – con la sua sedia a rotelle spinta dal Triride (dispositivo elettrico di propulsione) ha percorso questi tragitti permettendo così la produzione in tempo reale delle mappe sul proprio smartphone. Come si può vedere dalla mappatura qui sopra (Campo di Marte), i punti verdi significano buona accessibilità della strada, i punti gialli indicano piccoli ostacoli e vibrazioni mediamente impattanti sul percorso, i punti rossi indicano infine vibrazioni molto accentuate della sedia a rotelle e prodotte da ostacoli o gradini difficili da superare. Infine, le strade segnate in nero sono “non accessibili” perché non percorribili in sicurezza con la sedia a rotelle in quanto prive di marciapiedi e/o con asfalto fortemente sconnesso. L’app permette inoltre all'utente di segnalare impedimenti temporanei al passaggio, cantieri e pendenze difficili da affrontare, e grazie al sistema di community gli utenti possono, proprio come su un social network, commentare, condividere o votare i percorsi migliori o peggiori in modo tale da poter aiutare gli altri o essere aiutato. Visitate il loro sito per saperne di più! Fonte: Pratosfera

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20 apr 2017

Estra investe nella mobilità elettrica a Prato

di Cristina Betti

Estra ci vuole provare e punta su Prato: installata la prima colonnina per la ricarica elettrica in Via Panziera, a breve ne arriveranno altre! Prato vuole provarci con i veicoli elettrici e con Estra vediamo i primi passi. Il primo progetto di mobilità elettrica di Estra, oltre il Comune di Prato, riguarderà Bibbiena (AR), dove saranno a breve installate 2 colonnine, e il Comune di Siena.Si muovono così i primi passi nel settore della mobilità elettrica: la presenza dell’infrastruttura di ricarica è il primo strumento per la diffusione di una mobilità sostenibile. Dopo l'installazione a dicembre della prima colonnina in Via Panziera, davanti la sede aziendale, ne seguiranno altre 4 in vari punti della città: Viale Galilei, adiacente al noleggio bici; in Piazza Macelli davanti a Officina Giovani; nel parcheggio di via Arcivescovo Martini  e in piazza Mercatale. Come funziona il servizio*Per ricaricare il veicolo,  è necessario avere solo uno smartphone e  una carta di credito. Estra ha realizzato la APP gratuita “e-ricaricati” (disponibile per iOS e Android) che consente, tra l’altro, la ricerca delle stazioni di ricarica su una mappa interattiva, l’attivazione e la gestione della ricarica e il pagamento.Ogni stazione di ricarica - attiva 24 ore su 24 - è dotata di 2 prese di tipo 2 Mennekes a 22 kW (ricarica accelerata) è disponibile anche un hot spot wi-fi in modo che il cliente si possa collegare alla rete della stazione, scaricare la APP “e-ricaricati”,  registrarsi ed effettuare la ricarica. Non è necessario essere cliente Estra. Gli utilizzatori del servizio potranno contare sulla garanzia di due posti auto riservati ai mezzi elettrici.  * info: www.estraspa.it    

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29 mar 2017

Industrial Heritage: per una mappatura della Prato industriale

di Alessandra Santoni

L’artista Chiara Bettazzi di Studio Corte 17 lancia “Industrial Heritage”, una vera e propria mappatura delle strutture industriali a Prato e in Val di Bisenzio realizzato insieme all’architetto Federica Cerella, alla sociologa Chiara Soldà e all’archeologa industriale Stefania Biagioni. L'incontro tra queste tre professioniste che hanno scelto il patrimonio industriale di Prato per le proprie tesi di laurea ha dato vita a un progetto di studio le cui basi scientifiche serviranno per indagare il patrimonio industriale della nostra città attraverso le arti visive. Finoa d ora sono state censite 120 strutture industriali,  individuate anche grazie alla collaborazione dell’ufficio urbanistica oppure attraverso delle vere e proprie esplorazioni urbane; la mappa però non raccoglie solo strutture abbandonate. Federica Cerella infatti spiega: Il progetto prevede la mappatura di tutte le strutture industriali esistenti, da quelle in rovina a quelle ancora in attività, passando per quelle che sono state convertite a usi diversi da quello industriale, quelle sottoutilizzate o semplicemente abbandonate. Per ogni struttura, si potrà trovare l’ubicazione, la documentazione fotografica e la storia così come siamo riuscite a ricostruirla. Infatti parlare di fabbriche a Prato significa parlare della storia di una città intera, ma “Industrial Heritage” non sembra avere nulla a che fare con questo approccio secondo le parole di Chiara Bettazzi: Il patrimonio industriale di Prato rappresenta la storia dei suoi abitanti ma nessuno ha ancora provato seriamente a sfruttarlo per avvicinare le persone; eppure questi spazi, che siano in rovina o ancora utilizzati, rappresentano un patrimonio di scenari, scorci e immagini dal richiamo internazionale. Per questo vogliamo rivolgere un appello a tutti i pratesi perché ci aiutino a completare la mappa, integrandola fornendoci indicazioni di strutture non ancora censite oppure informazioni aggiuntive su quelle già presenti. Troverete tutte le informazioni sul sito di Industrial Heritage, e siete tutti invitati quindi a scrivere all'indirizzo e-mail info@sc17.it nel caso in cui abbiate qualsiasi tipo di informazioni sulle fabbriche già incluse nella mappa, basate su racconti o ricordi, oppure segnalazioni riguardanti strutture non ancora inserite. Fonte: Pratosfera

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21 mar 2017

Si sperimenta a Prato la rete 5G

di Cristina Betti

Il ministero dello Sviluppo Economico ha scelto Prato, insieme ad altre 4 città italiane, per sperimentare la nuova rete 5G. Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera: ecco le cinque città italiane scelte dal Ministero dello Sviluppo Economico per testare la nuova tecnologia per reti mobili di V generazione. Nel suo Action Plan per il 5G la Commissione Europea ha invitato gli stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G, una rete che non è semplicemente un'evoluzione della rete 4G, ma una piattaforma che apre per nuove opportunità di sviluppo. “E’ certamente positivo – commenta il sindaco Biffoni – constatare che oggi Prato, pur con tutti i problemi che conosciamo e che ogni giorno cerchiamo di affrontare, è vista come un territorio su cui investire e sperimentare. La scelta del Governo di puntare sulla nostra città come territorio di sviluppo è una conferma del lavoro svolto in questi anni e della giusta direzione intrapresa”. Il termine 5G sta per "quinta generazione", e generazione si riferisce all'insieme di requisiti, per dispositivi e reti, che determinano la compatibilità con un certo standard. Descrive le tecnologie necessarie a far funzionare un certo tipo di comunicazione. Con le reti 5G "potrete scaricare un intero film in pochi secondi", ha affermato Ted Rappaport, direttore del centro di ricerche NYU Wireless (Scuola Politecnica di Ingegneria, Università di New York). Secondo Rappaport la quinta generazione potrebbe essere fino a 1000 volte più veloce del 4G ed aprire quindi tutta una nuova serie di opportunità. “I progetti che saranno messi in campo dovranno integrarsi con la realtà economica e sociale della città di Prato - afferma l’assessore all’agenda digitale Benedetta Squittieri - in particolare con il distretto tessile e con quello dell’ICT. Siamo fra i primi in Europa ad attivare questa sperimentazione e questo, oltre ad essere motivo di orgoglio, deve diventare un’occasione per attrarre in città investimenti e portare un rafforzamento al nostro sistema economico”  

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02 feb 2017

Da “Prato si fa brand” al nuovo sito “cittadiprato.it”

di Alessandra Santoni

Sarà presentata stasera alle ore 18.00 dal sindaco Matteo Biffoni presso la sede del Museo del Tessuto la nascita del nuovo sito “cittadiprato.it”. Questo è uno dei risultati del percorso di partecipazione "Prato si fa brand" (visitate il sito se non conoscevate il progetto) che si è concluso nel febbraio dell’anno scorso e che ha coinvolto cittadini, attori chiave del territorio e turisti nell'individuazione degli aspetti identitari della città. Il 25 maggio è stato presentato a Palazzo Pretorio un primo frutto di questo lavoro collettivo, ovvero il nuovo logo della città di Prato con le sue declinazioni tematiche: una lettera, la “P” che, oltre ad essere l’iniziale del nome della città, ha la forma delle mura antiche, attraversata da fili colorati che si intrecciano come la trama del tessuto e come le relazioni multiculturali che sono l’ordito di Prato. Il nuovo sito vorrà quindi essere un moderno strumento di promozione, con l'intento di traghettare ciò che c'è di buono e positivo nella nostra città anche nel resto di Italia e, chissà, nel mondo. In attesa del lancio del sito, vi invitiamo a partecipare alla presentazione e a dirci la vostra opinione! Foto: Pratosfera

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20 gen 2017

Mappa Use-it 2017: in palio 1000 euro!

di Alessandro Gori

Nuova edizione della mappa più interessante e vivace della città. A questo giro in palio un premio per il miglior progetto grafico. Il Comune ha lanciato un bando per l'edizione 2017 della mappa Use-It, dove si legge che “Il graphic designer/illustratore o gruppo di lavoro selezionato riceverà un compenso di 1000 euro per la realizzazione dell’elaborato grafico. L’illustrazione della tavola vincente sarà pubblicata come copertina della mappa, mentre le altre illustrazioni verranno utilizzate all'interno della pubblicazione. Al vincitore sarà richiesto di collaborare a fianco del gruppo di lavoro di USE-IT Prato per la realizzazione del layout completo della mappa. Il vincitore dovrà realizzare il lavoro grafico entro il 14/04/2017”. Per partecipare è necessario compilare il modulo di partecipazione e seguire le istruzioni del bando, ma in sintesi il bando è rivolto a persone singole o gruppi compresi tra i 18 e i 35 anni residenti, o con almeno un residente nel caso dei gruppi, nella provincia di Prato. Sbarcata a Prato nel 2016 attraverso la collaborazione col Pentolone, Use-It è una rete di mappe turistiche fatte da chi abita nei luoghi, senza scopi commerciali e rivolta in primis ai giovani. La realizzazione si fa forte anche della partecipazione dei cittadini. Chi volesse contribuire può compilare il sondaggio presente a questo link: survey

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15 dic 2016

Smanapp: la prima app al mondo che fa dialogare gli utenti della strada.

di Alessandra Santoni

Una applicazione che abbia l'intento di aumentare la sicurezza sulla strada per tutti, automobilisti, pedoni e ciclisti? Non è fantascienza, ma esiste davvero e si chiama Smanapp. Era il 2012 quando l'idea dell'applicazione Smanapp ha iniziato a farsi strada nella mente dell'ideatore Stefano Tarchi, fino alla sua realizzazione avvenuta nel 2014. Il principio è il medesimo di quei navigatori che annunciano la presenza di un autovelox: l'app emette un segnale sonoro quando un utente registrato sull'app si trova nelle vicinanze. Il principio è semplice ma importante, perché l'obiettivo è quello di salvare delle vite umane. Detta così, sembra tutto molto semplice, ma in realtà l'applicazione pratese guidata da Tarchi e da Ilam Amahdar ha introdotto continuamente nuovi servizi per i suoi cinquantamila utenti italiani, tutti miranti a facilitare la sicurezza delle persone sulla strada, automobilisti, pedoni o ciclisti che siano. Molto interessanti le funzioni per il running e la recente introduzione del bottone SOS, che serve a comunicare la propria richiesta di aiuto agli utenti presenti nel raggio di un chilometro e contemporaneamente invia un SMS con la posizione del richiedente ad una persona scelta in precendenza Ci sono anche diverse convenzioni con esercizi commerciali e aziende i cui prodotti possono giungere in aiuto alla comunità di Smanapp, e in merito a questo Tarchi spiega: In questo momento abbiamo rapporti con 3500 aziende italiane in grado di offrire servizi ai nostri utenti in almeno 40 diverse categorie merceologiche, dalla sostituzione delle gomme al pronto intervento fino ad arrivare all’abbigliamento sportivo e al fisioterapista. A breve, per facilitare i rapporti tra utenti e aziende, introdurremo una vera e propria chat interna all’applicazione, mentre per il futuro stiamo sviluppando alcuni servizi per il carplay. Smanapp conta oggi sedici dipendenti, oltre ai due soci fondatori, e Tarchi non nasconde la propria soddisfazione Fino a qualche anno fa mi occupavo di marketing in un’agenzia telefonica e mai avrei pensato di metter su un’app. All’inizio, ho cercato di proporla ad altre aziende ma nessuno ha voluto crederci. Allora, l’abbiamo messa in piedi da soli. Smanapp è la dimostrazione che un’idea perseguita con convinzione può trasformarsi davvero in un’azienda, al tempo di internet. Non ci resta che invitarvi a provarla (clicca qui per visitare il sito di Smanapp) e farci sapere le vostre impressioni!

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