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07 dic 2016

Qualità della vita nelle provincie italiane: scivolone per Prato

di Alessandra Santoni

Nella classifica 2016 tutte le province della Toscana (tranne Massa Carrara) si piazzano meglio di Prato. Dopo la notizia che Prato è una delle città più inquinate d'Europa (se non hai ancora letto l'articolo vedi qui), oggi un'altra comparsa della nostra città nelle posizioni basse di un'altra classifica: quella della qualità della vita nelle province italiane. La classifica del 2016, stilata come ogni anno da Italia Oggi e dalla Università La Sapienza di Roma, vede Prato (che nel 2015 si era classificata 58esima) scendere alla posizione 68 con un punteggio di 377, 99 su 1000. Lo studio tiene conto di diversi fattori che concorrono a determinare la qualità della vita nelle 110 province italiane in modo tale da suddividerle in 4 gruppi, ovvero: affari e lavoro ambiente criminalità tenore di vita tempo libero salute servizi disagio sociale popolazione Nel primo gruppo, perciò con una qualità di vita elevata, solo una provincia toscana, Siena, che è quinta in classifica. Fatta eccezione per Massa Carrara alla posizione 83, anche se lo scorso anno si trovava in 97esima posizione e fa compagnia a Prato nel terzo gruppo, tutte le altre si trovano nel gruppo numero 2, comprese tra il 30esimo poso di Grosseto e il 52esimo di Livorno. Prato perciò si trova tra le città meno virtuose perdendo 11 posti in classifica (anche Firenze ha subito un forte crollo perdendone 18); la vicinissima Pistoia invece riesce a risalire la classifica di 4 posti, passando dalla posizione 46 alla 42. Lo scivolone risulta ancora più vistoso se si pensa che nel 2014 Prato occupava addirittura il 35esimo posto: la disastrosa discesa in classifica è dovuta in particolar modo al fattore impresa ma soprattutto a quello della criminalità, con i numerosissimi episodi di scippi, violente liti in centro, furti e danni a esercizi commerciali che sono diventati quasi una costante quotidiana. Questa infine la classifica completa, che vede al primo e all'ultimo posto rispettivamente le città di Mantova e di Crotone.

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02 dic 2016

Progetti “pop” contro il degrato a Prato: laboratori ed arte

di Cristina Betti

La Regione Toscana e il Consiglio regionale hanno messo a disposizione circa 600mila euro per per contrastare il degrado e per una maggiore sicurezza urbana: Prato è fra i 5 capoluoghi coinvolti nel progetto. Creatività ed innovazione partiranno dalle zone "difficili" di Prato: via del Serraglio e Macrolotto Firenze, Prato, Pisa, Lucca e Livorno: sono queste le 5 città coinvolte nel progetto toscano proprio a causa dell'alto tasso di delittuosità, superiore alla medie regionale. “Si tratta di cinque progetti pilota dove la sicurezza si salda al recupero di ambienti e parti di città degradate – spiega l’assessore alla presidenza e alla sicurezza della Regione Toscana Vittorio Bugli - cinque progetti presentati dalle amministrazioni comunali ma anche, come nel caso di Livorno, da associazioni di categoria come la Confesercenti, sui quali stiamo lavorando da tempo per condividerne i contenuti”.* Dei soldi messi a disposizione, 143.570 euro (di 179.462 previsti; il Comune di Prato da parte sua metterà 36.000 euro) sono stati accordati a Prato per il progetto di sicurezza urbana integrata, che punta sull'animazione e sull'arte, e coinvolgono la zona del MacrolottoZero e il centro, tra Via del Serraglio e Via Magnolfi. I due progetti di cui stiamo parlando sono "Pop-up Lab Riapri la città" e "POPART Macrolotto Zero". Il primo riguarderà la zona del centro città compresa tra via del Serraglio e via Magnolfi, ormai diventata una rinomata piazza di spaccio ma che presenta un notevole numero di fondi sfitti: il Comune dovrà mappare e segnalare questi fondi al Polo universitario di Prato, partner del progetto, che poi provvederà a mettere in contatto i proprietari dei fondi con i giovani (selezionati da un apposito bando) interessati ad avviare  qui attività creative ed innovative, anche solo di durata temporanea. Anche il secondo ha come obiettivo quello di riutilizzare i vecchi spazi industriali del Macrolotto Zero per ospitare laboratori e residenze artistiche, così da trasformare una zona della città dequalificata da anni in un nuovo centro culturale ed artistico. Il Macrolotto Zero, quartiere tra l'altro caratterizzato da una massiccia presenza della comunità cinese, sarà anche oggetto di un ulteriore progetto, ovvero "BRIC la casina rossa del Macrolotto Zero" (per saperne di più vedi qui), che ruota intorno alla rigenerazione materiale e funzionale di un edificio dismesso nel cuore di questa zona per creare un centro di crescita collaborativa attraverso servizi di informazione e orientamento alla cultura: ad esempio, con la collaborazione della Biblioteca Lazzerini, sarà possibile accedere al prestito di volumi per ragazzi in italiano e cinese e consultare riviste e quotidiani provenienti da tutto il mondo. Al suo interno sarà presente anche un vero e proprio servizio di "portierato di quartiere", che permetterà lo scambio di piccoli servizi a pagamento (come baby sitter, piccola sartoria, aiuti casalinghi) fra gli abitanti ma fornirà anche informazioni su ciò che accade nel quartiere e sulle sue future trasformazioni. Queste iniziative hanno trovato riscontri più che entusiastici da parte dei due consiglieri regionali del Pd, Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti, della quale riportiamo un breve commento: E' proprio l'approccio culturale la chiave di lettura che dobbiamo cogliere, perché per la prima volta a Prato di affronta il problema della sicurezza, non solo pensando alle forze dell'ordine, ma provando a ridisegnare il volto sociale e aggregativo di quelle parti della città che fanno i conti con il degrado e l'emarginazione. Del resto, credo che laddove si accenda un lampione e il luogo diventi più bello e vivibile, si combatta anche il degrado.   * Citazione da toscana-notizie.it

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01 dic 2016

Prato fra le città più inquinate d’Europa

di Cristina Betti

L'organizzazione mondiale della sanità ha stilato una classifica delle città più inquinate d'Europa e Prato non ha ottenuto un buon piazzamento. Diverse sono le fonti di inquinamento relative all'area pratese: i macrolotti industriali, l'autostrada, la vicinanza con l'aeroporto. Ma ciò che desta maggiore preoccupazione è l'abitudine dei pratesi a utilizzare i mezzi a quattro ruote anche per piccoli spostamenti. "Il 60% degli spostamenti dei cittadini pratesi - afferma l'assessore all'ambiente Alessi durante un'intervista per TvPrato - avviene all'interno dell'area urbana, entro tangenziale e declassata. Quel tipo di spostamento, per la dimensione e la densità della nostra città può essere tranquillamente sostituito, almeno una parte, da altri mezzi" L'organizzazione Mondiale della Sanità (World Healt Organization) ha creato una mappa interattiva che definisce il livello di inquinamento delle varie città del mondo, e attraverso il sito di Brethlife2030 è possibile vedere che: "The air in Prato has an annual average of 20 µg/m3 of PM2.5 particles. That’s 100% more than WHO safe level" L'aria pratese ha un valore medio di 20 µg/m3 di PM2.5, particolato di sospeso (polveri sottili, il PM2,5 è quello "fine", in grado cioè di penetrare nei polmoni), ovvero l'insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell'aria. Un valore che per l'OMG corrisponde al doppio del livello di sicurezza. Anche nel dossier annuale di Legambiente "Mal'aria", che riporta i dati sull'inquinamento atmosferico e acustico delle città italiane, Prato compare fra le città che hanno superato il limite di PM10 (Particolato "grossolano") di 35 giorni all’anno con una concentrazione media giornaliera superiore ai 50 microgrammi per metro cubo, per 6 anni su 7 (dati presi dal 2009). Tematica, questa, affrontata anche durante l'evento "Mobydixit" organizzato da Euromobility e tenutosi a Prato nelle giornate del 26-27 ottobre (vedi il nostro articolo qui): secondo il Direttore Scientifico Euromobility Lorenzo Bertuccio, stando ai dati raccolti sulle 50 principali città italiane, nel 2014 la media annuale del PM10 a Prato era di 25 µg/m3. Dati che devono portare i cittadini pratesi a riflettere sulle proprie abitudini, ma che deve spingere anche l'amministrazione a prendere provvedimenti. Tra gli interventi previsti a Prato, di particolare interesse è il PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (potete qui trovare un nostro articolo riassuntivo): il Comune ha previsto la realizzazione di svariati chilometri di nuove piste ciclabili e di aree pedonali, l'aumento delle corse dei bus e di mezzi ad energia elettrica e la costruzione di zone 30.  

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30 nov 2016

Riapre la strada medievale che porta alla Rocca di Montemurlo

di Alessandra Santoni

L'antica strada pedonale, risalente al periodo medievale, che un tempo collegava la piazza Castello alla Rocca con la piana di Montemurlo è tornata a nuova vita. È stato infatti inaugurato sabato 12 novembre il primo tratto recuperato della via, nello specifico quello di via Doccia e Castello. L'intervento di restauro è stato opera della cooperativa La Meridiana per un valore di circa 50mila euro: nell'ultimo periodo l'antico camminamento era stato solo un viottolo in pessime condizioni, perciò l'amministrazione comunale ha deciso di intervenire per rendere la via nuovamente fruibile dai cittadini. I 200 metri di strada che sale verso la Rocca, tra via Fratelli Cervi e via del Parco, sono stati restaurati con gradoni rivestiti in porfido, e sono stati inoltre forniti di illuminazione pubblica per consentirne l'utilizzo anche nelle ore serali e notturne. In occasione dei lavori è stato anche rifatto il sistema fognario che passa proprio dalla via di Doccia e Catello e che in passato aveva causato problemi agli abitanti vicini. Per preservare la toponomastica e la storia dei luoghi il Comune ha deciso di mettere anche una specifica segnaletica che è stata scoperta il giorno dell'inaugurazione. Questi infatti gli obiettivi espressi dal sindaco Mauro Lorenzini e dall'assessore ai lavori pubblici Simone Calamai: La volontà dell'amministrazione è quella di recuperare un importante percorso pedonale che dal centro di Montemurlo conduce alla piazza della Rocca. Non a caso abbiamo voluto fare l'inaugurazione il giorno d'apertura della 22esima Festa dell'olio, un segno di attenzione verso la storia e la valorizzazione del nostro territorio ed in particolare del borgo della Rocca con le sue ricchezze. Foto: Notizie di Prato e Prato Turismo

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25 nov 2016

Installazione capillare di rastrelliere ad “U”

di Alessandro Gori

Rastrelliere di buona fattura sono essenziali per garantire la sicurezza di chi parcheggia la propria bicicletta, ma possono essere anche uno strumento per abbellire la città. Le rastrelliere che permettono l’ancoraggio rialzato del telaio della bicicletta sono senza dubbio le più sicure ed efficaci contro i furti. Detto questo, ci sono molti modelli di rastrelliere ad “U”; sarebbe interessante puntare anche su modelli più “accattivanti” da un punto di vista estetico-artistico, capaci quindi di attirare maggiormente l'attenzione e riqualificare l’aspetto di una piazza/strada. Le zone ad alta sensibilità per l'inserimento di rastrelliere ad “U” potrebbero essere: Biblioteche (per esempio, biblioteche decentrate Nord e Ovest; mentre alla Lazzerini sono già presenti, ma potrebbero essere dotate di copertura contro le intemperie) Vecchio Ospedale di Prato/Nuovo Parco Centrale Lungo il percorso ciclabile del Bisenzio Polo universitario (PIN) Nei pressi delle scuole (disincentivando così i genitori ad usare tutti insieme negli orari di punta le auto per andare a prendere i figli, e gli studenti più grandi a non utilizzare motorini, migliorando così la viabilità) Stazioni ferroviarie: Centrale, Borgonuovo e Porta al Serraglio Nei pressi degli uffici pubblici (luoghi a nostro avviso molto importanti, perché è bene che sia l'amministrazione pubblica a dare, per prima, il buon esempio): anagrafe, comune, urp, ecc... Centri commerciali (Parco Prato, Esselunga Ex-pratilia, Obi, Coop...) ed attività commerciali di varia natura (bar, edicole, ecc) Capillarmente, dotare anche le piazze del centro e dei vari quartieri periferici In prossimità dei mercati Parchi e aree verdi In alcuni di questi luoghi sono già in parte presenti rastrelliere ad “U”, ma è comunque auspicabile aumentarne il numero e, dove possibile, anche dotarle di copertura contro le intemperie e sistemi di controllo e sicurezza contro furti e vandalismo (stazioni ferroviarie, biblioteche, ecc.). Essenziale è anche incentivare le piccole e medie attività commerciali a dotarsi di parcheggi di biciclette antistanti ai loro esercizi; questo favorirebbe l’utilizzo della bicicletta per commissioni quotidiane.  

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16 nov 2016

Situazione dei lavori in Piazza Ciardi

di Cristina Betti

Lavori in corso in Piazza Ciardi: il progetto prevede lavori di rifacimento e riqualificazione. Stanno proseguendo le operazioni di rifacimento del percorso ciclopedonale dalla Stazione di Porta al Serraglio-Piazza Università a Piazza Ciardi, lavori che prevedono la costruzione di una passerella di collegamento con Piazza del Mercato: un modo per riqualificare e mettere in sicurezza la zona, che sarà anche dotata di telecamere di sicurezza e di un nuovo impianto di illuminazione. Dopo mesi di proteste e di battaglie, i residenti dovranno quindi sopportare il traffico e la viabilità, oltre alla perdita di qualche posto auto, a beneficio di più posto per i pedoni e di più sicurezza. «Abbiamo scelto di iniziare a giugno per limitare le ricadute sul traffico - spiega l'assessore all'ambiente e alla mobilità Filippo Alessi - Si tratta di un lavoro importante concordato con i cittadini che prevede tutta la sistemazione della fontana, del verde, anche se gli alberi non verranno sostituti, e della pavimentazione» Saranno aumentati i parcheggi per biciclette e motorini, mentre diminuiranno quelli per le automobili, che vedranno anche cambiare l'assetto dei posti: non più a lisca di pesce ma orizzontali.   Nel progetto di riqualificazione, cominciato ad inizio estate, sono coinvolte anche Piazza Duomo, Piazza del Mercato e Piazza San Michele. Il termine dei lavori è previsto verso fine autunno.  

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