20 giu 2017

Una foresta (d’ingani) alla Lazzerini


L’area esterna del complesso Campolmi si arricchisce di una nuova opera d’arte: una foresta!


Foresta sì, ma solo illusoria. L’opera che ha realizzato Chiara Spataro è un trompe-l’oeil, ovvero uno sfondato, un’illusione ottica.

“Attraverso la rappresentazione di un bosco immaginario su una delle superfici murarie che delimitano il piazzale antistante la biblioteca verrà ricreato un habitat naturale lì dove l’urbanità e i suoi bisogni ne impediscono la crescita”.

“L’obiettivo è coinvolgere lo spettatore in un’ambientazione surreale ma concreta e presente, invitando ad esplorare attraverso l’illusione dell’esistenza di una terza dimensione, quell’antico legame uomo-natura indissolubile e profondo”.

“La pittura di Chiara Spataro  si riallaccia alla tradizione pittorica rinascimentale toscana in cui gli artisti iniziano a sfondare le superfici piatte con la profondità data dall’uso della prospettiva, creando così nuovi spazi illusori amplificando la visione del piano reale. Lo sviluppo successivo del genere pittorico del trompe-l’oeil, che dal Seicento in poi vede il contributo degli studi di ottica e di percezione visiva, spinge gli artisti a sentire il rapporto con la Natura e la sua imitazione come un gioco e una sfida che da quel momento in poi non ha mai visto un vero declino. Infatti, si tratta di una tecnica caratterizzata da una ricerca continua di possibilità, in precario equilibrio fra desiderio di una rappresentazione verosimile della realtà e un suo superamento, con l’inganno di poter rendere manifesto e visibile ciò che risiede oltre il limite dell’immaginazione”.

Ben venga un arricchimento artistico dell’area antistante la biblioteca, magari in attesa di avere, se non proprio una foresta, anche qualche qualche pianta o alberi veri.

 

 


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